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designer cuisine italienne Virgilio Forchiassin

Virgilio Forchiassin

"Solo se riesce a dare all'aspetto esteriore un contenuto di significato espressivo, il risultato potrà dirsi valido."

Negli anni '60, è con la figura dell’architetto Virgilio Forchiassin (Trieste, 1945)  che Snaidero inaugura  la stagione delle collaborazioni con le più importanti firme italiane del design. Una scelta pionieristica per quei tempi, quando erano ancora davvero molto poche le aziende che si affacciavano in modo strutturato al mondo del disegno industriale applicato alla riprogettazione dello spazio domestico. Una scelta rivelatasi però da subito premiante, come testimoniano gli importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali conseguiti.

Spazio Vivo Snaidero

Spazio Vivo", evoca l’ambizione di Forchiassin e di Snaidero rispetto a questa cucina. Ovvero quella di creare un ambiente dinamico e, al tempo stesso, attentamente ottimizzato rispetto agli spazi di contenimento. Presentata al "Salone del Mobile" di Milano del 1968, "Spazio Vivo" realizza l’intuizione - con almeno trent'anni di anticipo sugli altri produttori - di una disposizione dei componenti funzionale ed alternativa rispetto al consueto allineamento lungo le pareti. E per questo la cucina viene scelta come progetto simbolo di quella tensione alla ricerca di soluzioni stilistiche ed ergonomiche innovative tipiche di quegli anni. E quindi consacrata con la sua collocazione nella collezione permanente del "MoMa" di New York, uno dei più importanti musei di arte moderna e di design del mondo. Per le sue innovative soluzioni stilistiche, infatti, vene definita come "una cucina dalle profonde implicazioni, in grado di rivoluzionare il modo di vivere lo spazio e le relazioni familiari, grazie alle sue soluzioni innovative".

A più di 40 anni di distanza la capacità di innovazione di questa cucina viene nuovamente riconosciuta. Nel 2011, infatti, il "MoMa" di New York  la ripropone all’interno dell'importante mostra intitolata "Counter Space: Design and the Modern Kitchen". La mostra aveva l’obiettivo di esplorare il percorso di trasformazione della cucina nel corso del '900. Considerata alla stregua di un vero e proprio barometro dei mutamenti sociali e tecnologici del ventesimo secolo, la cucina, infatti, è ora diventata uno spazio di grande significato simbolico e di grande rilevanza pratica.

Ma la realtà della cucina non è solo quella immaginata dai designer. Essa, infatti, si completa nell'elemento umano che con lei dinamicamente si relaziona. Ha raccontato anche questo la mostra di New York, attraverso fotografie, opere multimediali ed installazioni. Tutti elementi, questi, tesi ad evidenziale il fatto che la cucina - dalla fine degli anni '60 ed in virtù del suo valore simbolico - ha condizionato anche la pratica artistica, scatenando serrati dibattiti attorno a temi economici e politici. E "Spazio Vivo", con le sue soluzioni stilistiche e funzionali, è protagonista attiva di questo particolare periodo in virtù della sua grande attualità. Tale da rappresentare il  "sogno proibito", per così dire, e di emancipazione di tante donne nell’Italia del Boom economico. 

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