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Angelo Mangiarotti

"Il design ha un suo mondo in cui può agire. Uscire da questo contorno teorico e pratico rischia di dare origine a delle espressioni un po' strane, delle stupende scenografie ma che non durano tanto, in effetti. Attenzione quindi alle cose inutili."

Angelo Mangiarotti (Milano 1921 - Milano 2011) è un autore assolutamente originale nel vasto panorama dell'architettura internazionale: Maestro italiano dello stile e capace di esportare la propria idea e la propria filosofia progettuale nel mondo. La carriera dell'architetto Mangiarotti ha inizio nei primi anni '50 e da subito le sue realizzazioni si rivelano come modelli di riferimento per il mondo dell'architettura e dell'ingegneria, come pure del design e dell'arte contemporanea.

Cruscotto" e poi la linea "Sistema", entrambi progetti nobilitati da una straordinaria ricerca nei volumi e nei materiali. Tanto che "Cruscotto", proprio in virtù dei suoi innovativi contributi stilistici e funzionali, viene accolta nella collezione permanente del "MoMa" di New York.

Ma il rapporto di stima e di collaborazione fra Rino Snaidero ed Angelo Mangiarotti troverà il suo momento più alto ed il suo più felice coronamento con il conferimento dell’incarico all'architetto di progettare il nuovo edificio degli uffici per la sede centrale di Snaidero a Majano (Ud). In quel periodo - siamo all’inizio degli anni '70 - l'architetto stava progettando un'ardita serie di vasi in vetro soffiato di forma simile a quella organica di un fungo. Una fascinazione formale che l'architetto decide di trasporre e di traslare anche nel progetto architettonico che andava ideando per la sede Snaidero.

Egli, quindi, risolve brillantemente e da par suo la sfida progettuale scegliendo di realizzare in fibra di vetro la facciata dell’edificio. La quale è poi come appesa ad una struttura di cemento armato, che è a sua volta sostenuta da quattro colonne. Un edificio, quello che ne risulta, estremamente caratterizzato dall’impiego di materiali originali e dal raffinato sistema costruttivo. Quest'ultimo esemplificato anche dalle finestre ellittiche e leggermente sporgenti che vanno poi ad arrotondarsi nella curvatura degli angoli. La 'pelle' esterna - traforata da oblò, come la fiancata di una nave o di un aereo - è da considerarsi come l'eccezionale e definitivo traguardo raggiunto tramite un percorso di paziente ricerca sul tema dell'involucro e della sua immagine architettonica.

Nel 1977, a seguito dei danni provocati dal terremoto dell'anno precedente, nello stesso complesso l’architetto Mangiarotti completa anche la realizzazione di una bellissima copertura costituita da una struttura d’acciaio in parte sospesa su portici ed in parte appoggiata a pilastri. Essa, ancora una volta, testimonia la sua capacità - sostenuta dalla tecnica e dal pensiero analitico - di lavorare le più diverse materie e sempre nel rispetto della loro logica naturale. 

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