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21 Novembre 2009

Convegno annuale della RINO SNAIDERO SCIENTIFIC FOUNDATION: “CRISI, STILI DI VITA E INNOVAZIONE”

Ad aprire i lavori il consueto saluto dell’ing. Edi Snaidero che ha introdotto i temi del convegno, perfettamente esemplificati dal progetto Orange, frutto di un innovativo sistema di co-progettazione realizzato da tutti gli stakeholders del Gruppo Snaidero, ed esempio delle nuove strategie aziendali che si fondano su processi di innovazione basati sullo studio del consumatore e del suo coinvolgimento. Il progetto Orange, a pochi mesi dal lancio, ha già evidenziato importanti riscontri positivi da parte del mercato e rappresenta in questo momento uno dei prodotti di punta dell’azienda.

A seguire, il saluto del Governatore della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo che ha sottolineato l’importanza dell’innovazione per la ripresa e lo sviluppo della comunità, portando l’esempio del FVG e indicandola come una delle tre misure evidenziate contro la crisi assieme all’internazionalizzazione perseguita lungo due direttrici principali, i Paesi dell’area dei Balcani e del nord Europa e i Paesi con forte presenza di emigrati italiani, ed i programmi di sviluppo avviati nelle infrastrutture per migliorare i collegamenti del FVG e del suo sistema economico con il mercato.
 

Ad iniziare gli interventi programmati è stato il Prof. Marco Vitale (Presidente della Fondazione Snaidero), che ha ripercorso le fasi cruciali della recente crisi che ha rischiato di travolgere il sistema finanziario ed economico mondiale, con forti ripercussioni in ogni ambito socio-economico sottolineando come si renda necessario innovare intercettando il profondo cambiamento nei comportamenti e negli stili di vita ed agendo a livello internazionale.

Per le aziende innovare è diventato un obbligo, ma non tutte sono pronte a gestire l’innovazione: il Prof. Adriano De Maio e il Prof. Roberto Verganti del Politecnico di Milano hanno evidenziato che, mai come oggi, per affrontare la crisi è necessario non solo investire in innovazione, ma soprattutto farlo in modo diverso e più adatto al nuovo scenario. Non è quindi un problema di quantità, ma di saper “innovare il modo di fare e di promuovere l’innovazione”. Per le imprese significa andare alla ricerca di nuovi modelli di gestione dell’innovazione. Anche i territori dovranno prendere coscienza che le risorse primarie per l’innovazione (risorse umane e talenti), sono ormai estremamente mobili e si spostano là dove possono trovare l’ambiente che permette loro di esprimersi al meglio. Oggi fare politiche per l’innovazione significa soprattutto fare politiche capaci di attrarre i flussi di conoscenza globali. Sfide avvincenti e difficili per imprese e territori, che possono essere affrontate solo attraverso una rinnovata capacità di alleanza tra pubblico e privato.

I territori sono utili per sostenere le aziende a governare l’innovazione: il Prof. Ezio Andreta, Presidente dell’APRE Agenzia per la promozione della ricerca Europea, ha affermato che Europa e Italia in particolare hanno bisogno di ritrovare la via di un nuovo sviluppo responsabile e sostenibile e questa costituisce una sfida difficile da affrontare e da governare, che implica cambiamenti profondi nel modello economico attuale, ormai logoro e non più sostenibile. Per il Prof. Andreta è proprio nelle situazioni difficili che si deve avere il coraggio di prendere le misure che possono permettere di invertire la rotta, abbattendo da una parte le barriere che impediscono al sistema ricerca - innovazione di funzionare, e creando dall’altra nuove opportunità di sviluppo. L’innovazione in questo contesto è lo strumento fondamentale che permette di realizzare nel tempo questa trasformazione, purché utilizzata in modo appropriato, con lucidità, coerenza e determinazione.

In questo quadro generale, il Prof. Giampaolo Fabris, sociologo dei consumi, ha illustrato come la crisi stia mutando i comportamenti e i modi di vita delle persone. La crisi ha provocato un crescente gap fra reddito effettivo e reddito necessario inducendo il consumatore ad una forte cautela nello spendere, sviluppando una forte sensibilità al prezzo e passando dal concetto di “value for money” al principio di “value for me”. Il consumatore è cambiato, non è più passivo, ma ha acquisito sempre più potere, è consapevole e attento non solo al miglior acquisto per qualità e prezzo ma anche alla valenza etica e politica del proprio acquisto. Le imprese sono pertanto indotte ad una maggior trasparenza e a prendere in considerazione il consumatore in ogni fase dello sviluppo e della produzione. Impresa oggi significa, infatti, sempre più apprendere dal consumatore, ponendo maggiore attenzione all’aspetto etico del prodotto.

La seconda parte del convegno è stata dedicata alla presentazione dei principali progetti svolti nel 2009 dalla Rino Snaidero Scientific Foundation: un network interdisciplinare cui partecipano più di 25 soggetti (aziende, amministrazioni pubbliche, associazioni, fondazioni, istituti finanziari, ecc..), con una vocazione internazionale e con una mission ambiziosa, ovvero generare nuove idee di prodotto e servizio, per migliorare la qualità della vita in casa.

L’Ing. Felice Pietro Fanizza, direttore del CREATIVE TEAM della Fondazione, ha presentato il progetto Questions @bout Home, svolto in collaborazione con Area Science Park Trieste, Friulinnovazione, Regione FVG e Rino Snaidero SpA: un progetto finalizzato a stimolare la creatività di un gruppo di giovani selezionati, che svolgono un’intensa attività di studio dello stato dell’arte in materia di abitare, affrontando vari temi di attualità (mobilità, sicurezza, risparmio energetico, gestione dei rifiuti, socializzazione, ecc..) per poi individuare idee e concept innovativi per il futuro.

Successivamente è stata illustrata l’attività del REAL TEAM della Fondazione, diretto dall’Ing.Egidio Babuin, con l’obiettivo di svolgere progetti di ricerca applicata in collaborazione con le imprese del network della Fondazione su varie tematiche innovative, come la sostenibilità, le tecniche di progettazione basate sul concetto di universal design. Molte delle nuove idee generate dalla Fondazione sono state selezionate dalle imprese, che hanno verificato la loro fattibilità tecnica ed economica chiudendo l’intero processo che fonde quindi creatività e realizzazione, in un modello organizzativo che è stato chiamato CREAL-LAB.

Nell’ultima parte del programma è intervenuto il Presidente di Confindustria Udine Adriano Luci ribadendo come il ripensamento indotto dalla crisi debba essere globale, attento alle esigenze di lavoratori ed imprese e alle politiche intraprese da ambedue le parti. Ha sottolineato inoltre come innovazione, internazionalizzazione e aggregazione siano aspetti fondamentali per poter intraprendere un processo di sviluppo.

Nel suo intervento, il Prof. Furio Honsell, Sindaco della Città di Udine, ha voluto ricordare come anche le Amministrazioni Pubbliche siano impegnate nel sostegno alle imprese e nel supporto all’innovazione, soprattutto in tema di energia, sostenibilità ambientale, trasporti ed inclusione sociale.

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