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Etica e sensibilità

02 Maggio 2013
silvia

LE ETICHETTE ENERGETICHE

La riduzione dei consumi energetici è possibile ponendo maggiore attenzione alla scelta degli elettrodomestici di uso quotidiano nella nostra casa.

Dal 1992 l’etichetta europea segnala ai consumatori il livello di efficienza energetica degli elettrodomestici. Chi acquista un prodotto in classe A sa di avere il meglio in termini di risparmio di elettricità e acqua, oltre che di prestazioni. L’impegno in innovazione dei produttori ha portato nella classe A di efficienza energetica praticamente tutti gli elettrodomestici oggi disponibili, saturando il sistema di etichettatura impostato negli anni Novanta. Sono state così introdotte, quale misura temporanea, le attuali classificazioni A+ e A++ per frigo e congelatori (e con limitazioni, A+ per le lavabiancheria).

Facciamo un po’di chiarezza
Un uso più razionale dell'energia ci permette di mantenere il livello di vita al quale siamo abituati senza inutili sacrifici, di ridurre i consumi irrazionali di energia e di conseguire significative riduzioni degli sprechi energetici contribuendo ad un ambiente più pulito. Scegliere un elettrodomestico ad elevata efficienza energetica può comportare una spesa iniziale maggiore, ma si ripaga in termini di costi sulla bolletta e, in alcuni casi, del consumo d'acqua. Un consiglio valido è di controllare l'etichetta energetica, l'adesivo colorato che si trova su frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, lampade, forni elettrici e condizionatori e che permette di conoscere caratteristiche econsumi di ciascun modello e di valutarne fin dal momento dell'acquisto i costi di esercizio.

L’Unione Europea ha affrontato concretamente la questione a partire dal 1992, quando la direttiva 92/75/CEE ha stabilito la necessità di applicare un’etichetta energetica ai principali elettrodomestici. La legislazione europea è stata poi recepita - cioè è entrata a far parte delle leggi nazionali – in ciascuno dei paesi dell’Unione Europea. Così in Italia nel 1998 è stato introdotto l’obbligo dell’etichettatura energetica per frigoriferi e congelatori, da maggio 1999 è stata introdotta l’etichetta per le lavatrici, da giugno 2000 quella per le lavastoviglie, da luglio 2002 è obbligatoria l’etichetta per le lampade ad uso domestico e da luglio 2003, infine, sono state introdotte le etichette per i forni elettrici e i condizionatori. La finalità dell’etichettatura energetica degli elettrodomestici è quella di informare i consumatori circa il consumo di energia degli apparecchi, allo scopo di consentire un impiego più razionale dell’energia e di favorire il risparmio energetico e la riduzione dell’inquinamento atmosferico. In più l’etichetta energetica, orientando i consumatori nella scelta al momento dell’acquisto, favorisce lo sviluppo tecnologico dei prodotti con consumi contenuti: i progressi già ottenuti sono notevoli.

L’etichetta deve essere posta dal negoziante, ben visibile, davanti o sopra l’apparecchio. Le varie etichette presentano per una buona parte la stessa veste grafica: c’è una serie di frecce di lunghezza crescente, ognuna di colore diverso. Ad ogni freccia è associata una lettera dell’alfabeto (dalla A alla G). La lunghezza delle frecce è legata ai consumi: a parità di prestazioni, gli apparecchi con consumi più bassi hanno la freccia più corta, quelli con consumi più alti hanno la freccia più lunga. Dunque più alta è l’efficienza energetica dell’apparecchio, più corta è la freccia.

 Il significato dei colori e delle lettere è lo stesso della lunghezza:

A parità di prestazioni gli apparecchi che consumano meno sono più efficienti dal punto di vista energetico. Questa etichetta ha avuto talmente tanto successo che, ormai, non solo non è possibile mettere in vendita classi inferiori alla D, ma le case costruttrici sono arrivate a produrre frigoriferi e lavatrici che garantiscono risparmi ancora superiori. Sono così nati frigocongelatori A+ e A++, oppure lavatrici AA e AAA che assicurano il massimo risparmio sia nel lavaggio, che nella centrifuga. In particolare i frigocongelatori A++ sono capaci di consumare il 40% in meno rispetto ad un pari modello in classe A; questo risultato è molto importante se si considera che mediamente il 35% del consumo energetico domestico è causato dal funzionamento degli elettrodomestici votati alla conservazione del cibo. Se tutti i frigoriferi funzionanti oggi in Italia fossero in classe A+ si risparmierebbe oltre il 50% di energia elettrica evitando l’immissione in atmosfera di oltre 3 milioni di tonnellate di CO2 con enorme beneficio per la salvaguardia ambientale.

SCENARI FUTURI:
L’attuale etichetta energetica, introdotta nel 1992 quando non esistevano conoscenze ed esperienze per prevedere la rapidità e la profondità dei miglioramenti avvenuti in seguito, oggi è arrivata al limite in quanto la quasi totalità dei prodotti in vendita è in classe A o superiore di efficienza energetica. Per continuare a stimolare l’innovazione e, di conseguenza, funzionare da sostegno allo sviluppo del prodotto sono necessari dei cambiamenti. In questa direzione si sta muovendo la Commissione Europea, che ha recentemente approvato una bozza di direttiva per la nuova etichettatura energetica degli elettrodomestici al fine di rendere il più trasparente possibile le informazioni sulle caratteristiche di consumo energetico. Lo schema di direttiva, che nel suo percorso deve ancora passare l'esame dell'Europarlamento e del Consiglio Europeo, prevede l'esclusione dalla commercializzazione a partire dal 2010 di quegli elettrodomestici che non raggiungono la classe A, mentre dal 2013 usciranno dal circuito di vendita anche gli apparecchi che non rientrano nella classe A+. La nuova etichetta inoltre sarà più chiara e trasparente nell'informazione ai consumatori con una maggior evidenziazione dei prodotti che hanno un’efficienza energetica superiore all’attuale Classe A e con l'aggiunta di ulteriori livelli di identificazione della percentuale di risparmio energetico (es. A -20%; A -40% ).

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