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Qualità e Materiali

01 Marzo 2013
plan de travail cuisine classique équipée
sandra f

'ABC' CAPIRE LA CUCINA: I MATERIALI

Districarsi fra i materiali e componenti per la cucina non è certo facile. Grazie a Snaidero, ora avrete la possibilità di capire meglio il linguaggio usato dai rivenditori.

Per stimare correttamente le varie proposte per l’arredo della cucina bisogna essere in grado di capire il linguaggio tecnico che di norma si utilizza in questo settore.
Essere in grado di distinguere e valutare i materiali sarà il primo obiettivo di questa serie di articoli, iniziando prima di tutto con l’apprendere cosa si intende per LEGNO MASSELLO. Si tratta di un materiale vivo e solido, che gode di una buona reputazione e che da sempre allestisce e rifinisce le case degli italiani. Tuttavia, recentemente, l’industria e riuscita a creare materiali, ad imitazione del legno, che facilmente possono sostituirlo.

Come facciamo allora a distinguere il legno dalle sue imitazioni? 
Prima di tutto, se osservando gli spigoli e i vertici si nota una sottile riga visibile lungo tutto il lato fino al vertice opposto, questa è la prova che quello che stiamo guardando non è legno massello. Un’ulteriore verifica si può ottenere analizzando le parti più ampie delle strutture: le venature presenti sulla facciata esterna (dell’anta per esempio) devono corrispondere alle venature presenti internamente. Nel legno pieno devono coincidere e quindi, se il disegno corrisponde, è legno massello. Nei mobili non in legno massello questo non avviene, anzi nella parte frontale noterete una venatura e nel retro un disegno differente. Proprio per questo, benché ci siano delle “Norme per l’informazione del consumatore” che obbligano i produttori ad abbinare ad ogni articolo una scheda con la descrizione di quello che si acquista, compresi i materiali utilizzati, bisogna fare attenzione alle definizioni come “noce nobilitato” o “effetto faggio” per esempio.

IMPIALLACCIATURA: NOBILITATO E LAMINATO
L'impiallacciatura e uno strato superficiale di legno che ricopre la struttura delle ante, dei fianchi e di tutti gli elementi che compongono il mobile. Lo spessore richiesto per definire un rivestimento "impiallacciatura" è di 0,9 mm; ci sono in circolazione però, anche strati notevolmente più esili che a torto vengono definiti come tali. Il supporto dell'impiallacciatura può essere o di listelli di legno, magari un legno "meno nobile" (multistrati, listellari) di quello superficiale, o di particelle di legno, definito “truciolare”.

Il NOBILITATO, considerato un prodotto piuttosto economico, è un pannello di legno truciolare rivestito su di uno o su di entrambi i lati con carta melaminica (materiale sintetico costituito da fogli di carta sottilissima attorno al decimo di mm.) impregnata di resina melaminica. Alcune volte per impreziosire ulteriormente il prodotto si procede con una verniciatura superficiale: questo processo rende la superficie del pannello quasi indistinguibile rispetto a un prodotto impiallacciato e verniciato. Per i più sensibili alle questioni ambientali, va detto che il nobilitato, essendo di fatto un agglomerato di legno, carta e colle ureiche e melaminiche, è una fonte di emissioni di formaldeide nell'ambiente. A questo scopo i pannelli sono divisi in 3 classi secondo i test espressi dalle normative europee EN 717 e EN 120: E1, E2 ed E3.
Il LAMINATO, invece, conosciuto anche come formica (nome di un’azienda che ha introdotto il laminato) è un prodotto sintetico costituito da più strati di materiale fibroso, costituite con carte impregnate di resine termoindurenti, e ricoperto da un foglio di carta che riproduce le venature del legno o carta colorata e uno strato di resina sintetica che conferisce al laminato plastico sia l'effetto estetico sia l'impermeabilità. Il miglior laminato è siglato HPL (High pressure laminate - laminato ad alta pressione).

Cos’è il COMPENSATO E IL MULTISTRATO?
Il primo è un pannello formato da alcuni (max 5) strati incollati uno sopra l’altro di fogli di pioppo o betulla. Nel caso in cui lo spessore complessivo superi i 12 mm, invece, si parla di multistrato. Il pannello truciolare è invece un agglomerato di particelle di legno ottenuto sminuzzando elementi di varia provenienza di legno, successivamente amalgamati con colle e pressati in modo da formare pannelli di varie dimensioni e spessori. Vengono poi rivestiti con carte melaminiche e spesso li troviamo nei piani di lavoro delle cucine, e in tutti quelli elementi che costituiscono la struttura.

cucina moderna wayCos’è il MDF?
Il pannello costituito da una finissima fibra di legno legata da collanti molto forti, invece, è detto MDF o pannello di fibre a media densità. Si caratterizza come un materiale compatto che, a differenza del truciolare, può essere intagliato come se fosse legno massello.
PANNELLO LAMELLARE: è costituito da listelli di legno massello incollati sulle testate e lungo i bordi, per formare pannelli di varie dimensioni e spessore, omogenei e stabili. E' robusto e si presta a numerosi impieghi.
I paniforti o pannelli listellari hanno una struttura formata da listelli di legno e ricoperta da due fogli di piallaccio o multistrato, in genere di pioppo o betulla. I pannelli impiallacciati, invece, sono sottili fogli di legno massello (detti tranciati), in genere pregiato, che si incollano su pannelli di tutti i tipi in modo da renderli più eleganti.
Le laccature: quando, invece, la struttura viene colorata con vernici, si dice laccata. Tale composizione, quindi, non è rivestita con uno strato di legno o laminato. Una laccatura si dice “a poro aperto”, usata quasi esclusivamente sui mobili con stili classici-country, quando lascia in evidenza, sia alla vista che al tatto, le caratteristiche del legno come venature, nodi e pori.
La tecnica “a poro chiuso”, invece, copre ogni caratteristica e aspetto del supporto sottostante: per questo motivo sotto una laccatura a poro chiuso spesso, ma non sempre, non ci saranno supporti in massello o impiallacciati.

Cos’è il Tamburato?
Molto usato fino a qualche anno fa per la realizzazione dei mobili, e stato sostituito dal listellare. Il tamburato, tuttavia, è composto da un telaio in legno di abete (o in alternativa il pioppo), al cui interno viene messo una composizione, realizzata in legno o in cartone, chiamata “nido d'ape”. Il telaio viene quindi ricoperto con due fogli pressati di compensato nella parte anteriore e nella parte posteriore.

Fig.1 - Snaidero Florence con ante in legno white.
Fig.2 - Snaidero Sintesi con ante in nobilitato noce Daniela e piano di lavoro in Solid Surface.
Fig.3 - Snaidero Way con ante in legno rovere smoke e laccato opaco grigio piuma.

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