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cuisine design italienne Cruscotto

I VIVACI ANNI ‘70

È un momento d'oro per il design italiano, e Snaidero si inserisce perfettamente

Gli anni Settanta si aprono con ancora in testa l’eco del grande concerto di Woodstock, la cui enorme risonanza mediatica fece conosce al mondo intero la cultura hippie. Sono gli anni dei movimenti pacifisti e non violenti, del flower power, del rock psichedelico, dei diritti civili, della rivoluzione sessuale e di una concezione meno formalistica della famiglia.
E sono i giovani - con i loro capelli lunghi, le chitarre e i pantaloni a zampa di elefante - i veri protagonisti del cambiamento.
Sono gli anni in cui John Lennon lascia i Beatles e aderisce agli ideali pacifisti da cui, nel 1971, nascerà Imagine, canzone simbolo per eccellenza di questa rivoluzione culturale. E così, come i giovani iniziano a vestire con camicie larghe e colorate, gonne lunghe, tuniche dai colori sgargianti e collane in stile etnico, anche il design e il gusto nell’arredamento si evolvono di pari passo.
Dopo il razionalismo e il minimalismo degli anni 50 si assiste a una vera e propria rivoluzione nello stile e nei colori. Il design di questo decennio è caratterizzato da tinte vivaci e pattern floreali o geometrici di grande impatto​. C’è la voglia di spiazzare, stupire e divertire con oggetti fuori misura.
È un momenti d'oro per il design italiano, celebrato anche nella famosa mostra a New York del 1972: "Italy: il nuovo paesaggio domestico".​

moodboard anni '70

Snaidero si inserisce perfettamente in questo panorama di eccellenza italiana, dove estetica, qualità costruttiva e avanguardia tecnologica si fondono nella produzione di cucine dalla modernità sorprendente per l’epoca. Nascono nuovi modelli, come Diana e Nadia, che propongono soluzioni con ante laminate dai colori accesi e brillanti, dal verde o al rosso vivo, secondo il gusto del momento.
Nuove soluzioni tecniche entrano in produzione: assi da stiro, piani di lavoro e carrelli estraibili rendono più funzionale e fruibile lo spazio cucina. E ancora, piccoli elettrodomestici come il frullatore o il tostapane sono inglobati nel piano di lavoro.

moodboard anni '70

La parola d’ordine di quegli anni è consolidare e rifondare il rapporto con le grandi firme italiane del design industriale che stanno stupendo il mondo, creando la reputazione del "Made in Italy".

E così, quando nel 1973 Rino Snaidero decide di ampliare lo stabilimento di Majano, affida il progetto ad Angelo Mangiarotti - professore all’Institute of Technology di Chicago e rinomato architetto a Milano.
In quegli anni l'architetto sta lavorando a una serie di vasi in vetro soffiato a forma di fungo (e alle famose lampade Lesbo e Saffo di Artemide): una soluzione di design che viene adottata a livello costruttivo anche per il progetto della nuova ed imponente sede della Snaidero.
​Mangiarotti realizza la facciata in fibra di vetro, appesa ad una struttura di cemento armato e sostenuta da quattro colonne. Il risultato è un magnifico edificio dai materiali e dal sostegno estremamente raffinati, caratterizzato dalle finestre ellittiche leggermente sporgenti e da angoli arrotondati.

moodboard anni '70

Il cantiere è nel pieno delle attività, quando il Friuli viene scosso dal terribile terremoto del 6 maggio 1976.
​Lo stabilimento è distrutto, così come il morale di tutta la popolazione. Ma Rino Snaidero non si perde d’animo, fa spostare i macchinari superstiti nello stabilimento di Portogruaro e riprende la piena produzione a soli dieci giorni dal sisma. Contemporaneamente, fa riprendere a Mangiarotti i lavori per la nuova sede, che verrà ultimata a tempo di record già nel 1977.

Ma la fruttuosa collaborazione con Mangiarotti con si concluderà con la chiusura del cantiere. Snaidero, infatti, affiderà al grande architetto il compito di progettare una nuova linea di cucine. Nascerà da qui "Cruscotto" che, per la sua carica innovativa in termini di materiali ed ergonomia, verrà esposta al MoMa di New York, come già era accaduto per la cucina Spazio Vivo negli anni ’60.

cuisine design italienne Cruscotto

La collaborazione con le grande firme del design era solo agli inizi.

La storia continua...

Photo Credits

Archivio fotografico Snaidero
Archivio Wikimedia Commons
Moodboard n.2: oltre alle cucine Snaidero, poltrona Proust di Alessandro Mendini, lampada Eclisse di Artemide
​Moodboard n.3: oltre alle immagini della sede Snaidero, lampada Lesbo di Angelo Mangiarotti per Artemide

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